Unione Piccoli Proprietari Immobiliari
Apr 24, 2017 - 01:24 PM
alt1
Scrivici  
alt1
Cerca  
alt1
alt1 alt1 alt1
alt1
Main Menu
alt1
· Pagina principale
· Aggiornamento Canone
· Chi siamo
· Cerca
· Argomenti
· Altre Sedi Provinciali UPPI
· Domanda di adesione
· Sito della Sede Nazionale UPPI

alt1
La Nostra Sede Provinciale
alt1

Alessandria
corso V.Marini, 12
tel. 0131-260343
Orario:
Per consulenze: Lunedì dalle ore 15,00 alle ore 18,00
Martedì dalle ore 9,00 alle ore 11,00

Per pratiche di segreteria: dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 12,00 e dalle ore 15,00 alle ore 18,00

alt1
AGGIORNAMENTI
alt1
ULTIMO AGGIORNAMENTO : 04 OTTOBRE 2016

alt1
alt1
SCADENZE: ASCENSORI E MONTACARICHI
Postato da: Aldo Chiesa
alt1
Argomento Impianti
ASCENSORI E MONTACARICHI
PROROGA DEI TERMINI PER GLI ADEGUAMENTI DEGLI IMPIANTI

Prorogati i termini per l'adeguamento degli impianti a fune
articolo di Angelo Pesce
Questo articolo è stato pubblicato il 27 marzo 2014 alle ore 16:58.M SU 'il sole 24 Ore"
27/03/2014

Il D.L. 145/2013 (convertito in legge dalla L. 9/2014), ha previsto una proroga per un periodo non superiore a dodici mesi, dei termini per l’adeguamento degli impianti a fune ai requisiti costruttivi e di revisione che definiscono la “vita tecnica” di tali impianti (D.M. 02/01/1985) e le relative scadenze temporali, a seconda della tipologia di impianto.
Si allunga la “vita tecnica”. A tale proroga sono soggetti anche gli impianti inattivi da non più di sei mesi dalla data di entrata in vigore del D.L. 145/2013; al termine delle scadenze previste, gli impianti a fune devono essere integralmente sostituiti o sottoposti a revisione. La domanda di proroga deve pervenire almeno 6 mesi prima della scadenza del termine da prorogare.
Per “vita tecnica” complessiva di un impianto, si intende la garanzia del mantenimento, in maniera continuativa, della sicurezza e della regolarità del servizio ai livelli iniziali del primo pubblico esercizio nel pieno rispetto delle norme regolamentari previste dal D.M. 02/01/1985.
Tornando agli impianti a fune, va detto che questi si identificano con quegli apparecchi che impiegano un sistema di funi per sostegno e/o la movimentazione e possono distinguersi sulla base delle loro principali caratteristiche: la sede, il tipo di funi impiegate e il moto.
Impianti più sicuri. Vengono ritenuti uno degli impianti più sicuri per via delle strette misure di sicurezza alle quali sono soggetti, oltre che alle basse velocità di impiego e al basso rischio in caso di rottura.
L’esempio più comune di impianto a fune è certamente l’ascensore, quanto mai diffuso per il quotidiano impiego nei condomini; nell’impianto ascensori stico la fune deve essere incastrata tra i fianchi di pulegge a gola tornita, senza toccare il fondo; in caso di sforzi maggiori, si prevedono pulegge a gole multiple per l’alloggiamento di funi in parallelo.
Anche le stesse funi si distinguono per tipologia costruttiva e di materiale: queste si differenziano nell’anima/e della stessa, che può essere in fibra tessile o in acciaio (variabile sulla base delle specifiche necessità alle quali saranno soggette). L'anima metallica aumenta dell'8% circa il carico di rottura della fune rispetto all'anima in fibra tessile, ma ne riduce la flessibilità. Possono essere di sezione circolare o piatta e per entrambe vige il principio di un cavo centrale (fune d’acciaio di diametro inferiore o anima in polipropilene per quelle in tessuto) alle quali si avvolgono fili in trefoli (acciaio o tessuto).
Il sistema frenante prima di tutto. Importante per la sicurezza dell’impianto, è il sistema frenante: il funzionamento è in negativo, cioè gli elettromagneti o i cilindri idraulici o ad aria devono mantenere l'impianto frenato. In caso di interruzione di corrente per l’azionarsi degli elettromagneti o di assenza di pressione nei cilindri, intervengono delle molle che ne inducono la frenata. Ogni impianto, comunque, è dotato di un freno di servizio e di uno d’emergenza: il primo agisce sull'albero veloce del riduttore e garantisce una frenata adeguata a seconda delle variazioni del carico, sia esso in salita in discesa o equilibrato; il secondo sulla puleggia motrice, garantendo la frenata anche in situazione di rottura della trasmissione o del freno di servizio.
Ogni tipologia di impianto è soggetta a precise scadenze per le revisioni e la “vita tecnica” dello stesso, indipendentemente dal suo utilizzo che varia a seconda del carico al quale è sottoposto e comporta una conseguente usura dei vari componenti. La scadenza, relativamente agli ascensori, è di 30 anni (così come per le sciovie, le scale mobili e gli impianti assimilabili)
Possono usufruire della stessa proroga le revisioni generali e le revisioni speciali (ai sensi della L. 388/2000) degli impianti a fune di cui si prevede l’ammodernamento (con benefici secondo la L 140/1999). Le prime sono quelle previste al decimo ed al ventesimo anno dalla prima messa in esercizio dell’impianto ascensori stico, la seconda, quella speciale, ogni cinque anni.
Angelo Pesce



alt1
alt1
 
alt1
Link Correlati
alt1
· Inoltre su Impianti
· News di ac


Articolo più letto relativo Impianti:
Libretto di centrale termica


Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico

"SCADENZE: ASCENSORI E MONTACARICHI" | Login/Crea Account | 0 Commenti
Limite
I commenti sono di proprietà dell'inserzionista. Noi non siamo responsabili per il loro contenuto.
alt1
Segnala eventuali problemi riscontrati 
alt1
U.P.P.I. Alessandria - corso V. Marini 12 Alessandria
tel. 0131260343
email: info@uppi-alessandria.it

Questo sito è stato realizzato nel nov. 2001 mediante Post-Nuke con il supporto tecnico di Dot. ing. Fulvio Chiesa - Alessandria

alt1