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BANCHE: MPS - MONTE DEI PASCHI DI SIENA
Postato da: Aldo Chiesa
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Argomento COSTUME E SOCIETÀ
MPS - MONTE DEI PASCHI DI SIENA


La Banca Monte dei Paschi di Siena (abbreviato in MPS), nata nel 1472 come monte di pietà per dare aiuto alle classi disagiate della popolazione della città di Siena, è attualmente la banca più antica a tutt'oggi in attività, nonchè ritenuta la più longeva al mondo.[1]
Costituisce, assieme alla controllata Antonveneta ed alle altre società del gruppo, il terzo gruppo bancario italiano per numero di filiali: Il Gruppo Montepaschi.[2]
Esso è attivo sull'intero territorio italiano e sulle principali piazze internazionali con un'operatività che copre l'attività bancaria tradizionale, l'asset management, il private banking (fondi comuni d'investimento mobiliari, gestioni patrimoniali, fondi pensione e polizze vita), l'investment banking alla finanza innovativa d'impresa (project finance, merchant banking e consulenza finanziaria.

Storia

La sede centrale della Banca Monte dei Paschi di Siena
La Banca Monte dei Paschi di Siena nasce per volere delle Magistrature della Repubblica di Siena come Monte di pietà nel 1472, anno in cui viene approvato il suo statuto e dal quale l'istituto di credito opera senza interruzione. Per tale ragione è considerata la banca più antica del mondo ancora operante.
Alla base della sua nascita, sembra esserci lo "Statuto dei Paschi", redatto dai Senesi nel 1419 per la regolamentazione di tutte le attività inerenti all'agricoltura e alla pastorizia in Maremma. La nascita dell'istituto di credito, pur assumendo inizialmente un'altra denominazione, era uno degli elementi fondamentali per l'applicazione del suddetto statuto.
Prende l'attuale denominazione nel 1624, anno in cui Siena viene inglobata nel Granducato di Toscana e il Granduca Ferdinando II concede ai depositanti del Monte, a loro garanzia, le rendite dei pascoli demaniali della Maremma (i cosiddetti "Paschi").
Con l'unità d'Italia la Banca estende la propria attività in tutta la penisola Italiana, dando inizio a nuove attività, tra cui il credito fondiario, prima esperienza in Italia.
Nel 1929 la Banca partecipa alla fusione tra Credito Toscano e Banca di Firenze dando vita alla Banca Toscana.
Con la legge bancaria del 1936 il Monte dei Paschi di Siena viene dichiarato istituto di credito di diritto pubblico. La Banca si dota quindi di un nuovo statuto che, pur con varie modifiche, resta in vigore fino al 1995.
Nel periodo che va dal 1990 al 1995 il Monte dei Paschi di Siena è la prima banca in Italia a diversificare la propria attività nella bancassicurazione, con Monte dei Paschi Vita. Tramite Ducato Gestioni opera nei fondi comuni d'investimento. Nel 1990 acquisita il controllo del Mediocredito Toscano e dell'INCA (Istituto Nazionale per il Credito Agrario), le cui attività confluiranno in MPS Banca per l'Impresa e successivamente in MPS Capital Services. Acquisisce inoltre partecipazioni di controllo in banche estere, in Belgio, in Svizzera e in Francia.
Il decreto del Ministero del Tesoro dell'8 agosto 1995 dà origine a due enti: la Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A e la Fondazione Monte dei Paschi di Siena, un ente no-profit che ha per scopo statutario finalità di assistenza e beneficenza, nonché di utilità sociale nei settori dell'istruzione, della ricerca scientifica, della sanità e dell'arte, soprattutto con riferimento alla città e alla provincia di Siena.
Il 25 giugno 1999 la Banca Monte dei Paschi di Siena è quotata sulla Borsa Valori di Milano con un'offerta pubblica che fa registrare richieste di acquisto pari a dieci volte l'offerta.
Con la quotazione in Borsa comincia un'intensa fase di espansione territoriale e operativa. Vengono acquisite partecipazioni in significative banche regionali con forte radicamento territoriale, tra cui Banca Agricola Mantovana (BAM) e Banca del Salento (poi Banca 121). L'acquisizione della BAM ha permesso alla Banca di incrementare la sua presenza nell'Italia settentrionale, quella della Banca del Salento principalmente nel meridione. Si dà vita al potenziamento delle strutture produttive, nel settore del credito specializzato e dei prodotti finanziari per le imprese, così come nel comparto del credito al consumo, con la società Consum.it, e nel settore dell'investment banking, nel risparmio gestito e nel parabancario, in particolare con la banca MPS Leasing & Factoring. Parallelamente si procede con il riassetto organizzativo interno del Gruppo, finalizzato all'applicazione di un modello specialistico multimercato.
L'8 novembre del 2007, il Monte dei Paschi di Siena annuncia con una nota di aver raggiunto un accordo con Banco Santander per l'acquisto di Banca Antonveneta per 9 miliardi di euro, esclusa la controllata Interbanca che rimane di proprietà della banca spagnola. Antonveneta è la banca padovana che dopo il caso Bancopoli fu acquistata da ABN AMRO e sarebbe dovuta passare al Banco Santander dopo l'acquisto della banca olandese da parte del consorzio composto da RBS, Santander, Fortis.
Al 4 febbraio 2011 risultava essere la quarta banca italiana[3] nella classifica delle 15 banche a maggiore capitalizzazione quotate sulla borsa italiana.
Nel 2010 ha superato lo "stress test" effettuato dal Committee of European Banking Supervisors (CEBS). Il test analizzava la solidità patrimoniale degli istituti bancari per verificare le capacità di resistenza alle crisi.[4]
Il 27 giugno 2012 viene approvato il nuovo piano di riassetto del gruppo Monte dei Paschi di Siena che è fortemente improntato alla riduzione dei costi e razionalizzazione. L'operazione provocherà la soppressione di oltre 4.600 posti di lavoro con incorporazione delle controllate e chiusura di 400 filiali entro il 2015.
I sindacati dei dipendenti montepaschini avversano questo piano di riassetto e hanno indetto scioperi generali il 16 marzo 2012 e il 27 luglio 2012. Altissima l’adesione, ha scioperato circa l’85% del personale, con la conseguente chiusura del 90% delle filiali su tutto il territorio nazionale. Folte manifestazioni di protesta (con cortei e comizi) si sono tenute a Siena (oltre quattromila partecipanti), Lecce, Roma, Firenze, Milano, Torino ecc. Tra le iniziative politiche in merito, nel maggio 2012, i senatori dell'Italia dei Valori, Elio Lannutti e Francesco Pardi, hanno chiesto al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Vittorio Grilli, il commissariamento del Montepaschi.
Un’interrogazione parlamentare (rivolta al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Elsa Fornero, e al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Vittorio Grilli) è stata presentata, nel luglio 2012, dall’onorevole Teresa Bellanova (Partito Democratico). Anche la Regione Puglia si è schierata dalla parte dei lavoratori.
Azionisti [modifica]
% Capitale ordinario [modifica]
• Fondazione Mps - 37,560%
• JPMorgan Chase - 2,527%
• AXA S.A.- 2,525%
• Finamonte Srl- 4,000%
• Unicoop Firenze Soc. Coop.va - 2,727%
% Capitale votante [modifica]
• Fondazione Mps - 37,560%
• JPMorgan Chase - 2,527%
• AXA S.A.- 2,052%
• Finamonte Srl - 4,000%
• Unicoop Firenze Soc. Coop.va - 2,727%
Fonte: Consob 25/09/2012[6]
Operazione Antonveneta [modifica]
A seguito dell'acquisto per 10 miliardi di euro di Antonveneta la banca ha subito un pesante rovescio finanziario che ha coinvolto anche la Fondazione Mps principale azionista. Il nuovo management ha presentato un piano industriale per il 2012-2015[7] di riduzione dei costi di 565 milioni di euro[8], cessioni di attivitá[9], svalutazione degli avviamenti (per una cifra da definire) e la richiesta di liquiditá allo Stato Italiano per 3,4 miliardi di euro (per mezzo dei cosiddetti Tremonti bond).
La Collezione artistica [modifica]
La collezione artistica del Monte dei Paschi di Siena nasce con le prime opere commissionate per dare lustro all'Istituto appena nato, come l'affresco della Madonna della Misericordia ordinata nel 1481 a Benvenuto di Giovanni del Guasta per celebrare la fondazione della Banca. La collezione si è arricchita nel corso dei secoli e oggi accoglie opere di artisti del ‘300 (come Pietro Lorenzetti), del ‘400 (come Stefano di Giovanni detto il Sassetta e Benedetto da Maiano), del ‘500 (come Domenico Beccafumi e Arcangelo Salimbeni), del ‘600 (come Francesco Vanni e Giovan Francesco Rustici), dell'800 (come Amos Cassioli), fino ad arrivare ai nostri giorni.


Mps per tutti. Tutto quello che avreste voluto sapere sul caso Mps (ma non avete mai osato chiedere)
La vicenda che ha coinvolto il Monte dei Paschi di Siena e che rischia di travolgere l'istituto senese spiegata in tutti i suoi risvolti, anche per chi non l'ha mai seguito. E per chi non sa nulla di finanza
La Banca Monte die Paschi di Siena considerata la banca in attività più vecchia del mondo: nasce nel 1472 come monte di pietà per dare assistenza alle classi più disagiate di Siena. Assunta l'attuale denominazione nel 1624, la banca non perderà mai un forte radicamento con il territorio e con la città, tanto da diventare uno dei cardini attorno a cui ruota il "sistema-Siena", pur diventando il terzo istituto italiano per dimensioni. Oggi è una banca il cui principale azionista è la Fondazione Monte dei Pachi di Siena, ente non profit che ha finalità di assistenza e di utilità sociale legate soprattutto al territorio senese e che fa riferimento agli enti locali, Comune in primis, che sono da tempo in mano ai partiti della sinistra, prima Pci, poi Pds-Ds e ora Partito democratico. Il titolo Mps è quotato in Borsa dal 1999, ma la forte presenza della Fondazione – l'unica rimasta in Italia a controllare di fatto una banca - consente una presenza decisiva della politica nella storia della banca senese

Mps, Grilli in Parlamento: indispensabile non insinuare dubbi sulla solidità del nostro sistema
di Nicoletta CottoneCronologia articolo29 gennaio 2013Commenti (15)
Questo articolo è stato pubblicato il 29 gennaio 2013alle ore 14:56.
«È indispensabile non insinuare dubbi sulla solidità del nostro sistema», ha detto il ministro dell'Economia Vittorio Grilli in audizione dinanzi alle commissioni riunite Finanze di Camera e Senato riferendo sulla situazione del gruppo Monte dei Paschi di Siena. L'audizione è trasmessa in diretta sul sito del Sole 24 Ore. Esistono ancora, ha sottolineato il ministro, «preoccupazioni sul nostro Paese: sebbene siano notevolmente diminuite, sono ancora presenti in campo internazionale». Per l'audizione c'è un pienone bipartisan: ci sono il segretario Pdl, Angelino Alfano, il leader Udc, Pier Ferdinando Casini. Segue i lavori anche l'ex ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Che mentre assiste scrive su Twitter: «Giornalisti alla Camera per audizione Governo su Mps. Ci sono tutti i parlamentari manca Monti che scappa!».
Non è il salvataggio di una banca in default
«Senza voler minimizzare atti di gestioni improprie e illeciti fatti in passato dal management di Mps - ha sottolineato Grilli - l'intervento dello Stato non si configura come atto di salvataggio di una banca in default». Il ministro ha spiegato che l'intervento dello Stato «non si configura come intervento di salvataggio per una banca insolvente ma come un rafforzamento di capitale secondo gli standard innalzati in sede Eba».
• Indagine Mps, i conti non tornano: bonifici per 17 miliardi per un'acquisizione da 10,3
Nel 2013 migliorata la liquidità e la patrimonializzazione
Nel 2013, la posizione di liquidità del Monte dei Paschi di Siena e il suo capitale risulta adeguato, ha detto Grilli. Ripercorrendo la vicenda, il ministro ha ricordato come Bankitalia, già nell'ispezione della primavera del 2010, aveva trovato una situazione critica della banca nei coefficienti di liquidtà, nell'adeguamento patrimoniale e nell'esposizione al rischio
di tasso. Elementi su cui la Vigilanza ha incalzato il Monte dei Paschi, con successive ispezioni, tanto da portare anche al cambio del management.
I titoli non sono un contributo a fondo perduto
I nuovi titoli per Mps non sono «un contributo a fondo perduto», ha ricordato il ministro, ma si tratta di «un prestito a un tasso del 9% e incrementato dello 0,5 ogni due esercizi fino al limite massimo del 15%». La sottoscrizione di nuovi titoli, ha sottolineato il ministro, «assoggetterà Mps a importanti e penetranti vincoli in termini di governance e operativita». Tra questi limiti alle strategie commerciali e acquisizione partecipazioni. Divieto dividendi
di Dipocheparole

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E’ Antonio Rizzo il testimone che parla di percentuali del 5% per ogni operazione effettuata dal Monte dei Paschi di Siena. E mette sotto accusa l’ex direttore dell’area finanza Gianluca Baldassarri, cacciato da Fabrizio Viola nel gennaio scorso. Fabrizio Massaro sul Corriere della Sera spiega:
Gli investigatori hanno già individuato come riconducibili all’ex manager 20 milioni fatti rientrare in Italia con gli scudi fiscali 2001, 2003 e 2010 (un «rimpatrio giuridico», cioè lasciandoli all’estero). Negli atti milanesi a parlare di Baldassarri e di Matteo Pontone, capo del desk di Londra del Montepaschi, è l’ex banker italiano della Dresdner, Antonio Rizzo, che li descrive come quelli della «banda del 5 per cento, perché su ogni operazione prendevano tale percentuale».
Parliamo di una testimonianza di tre mesi fa:
La testimonianza di Rizzo è raccolta dagli investigatori di Milano il 13 ottobre 2008 nell’indagine su un intermediario svizzero, il broker Lutifin Services, di Lugano, e su un «riacquisto di titoli» da parte di Dresdner da Mps, per 120 milioni, emessi da Skylark Ltd, veicolo di Dresdner domiciliato alle Cayman (l’emissione totale di questi titoli «classic asset backed medium term note» codice Isin XS0257560028, era più grande, 5 miliardi). Secondo quanto sostenuto da fonti a conoscenza del dossier, non sarebbe però un passaggio del famoso derivato «Alexandria » su cui indagano i pm senesi, realizzato con Dresdner ma per un importo diverso, 400 milioni. Il punto di contatto — oltre alla banca d’origine — è il veicolo Skylark.
Dalle carte di Milano emerge che sulla transazione Lutifin incassò una commissione dello 0,5% pari a 600 mila euro:
Il pagamento è considerato dalla GdF «contro ogni logica commerciale (dal momento che l’operazione—per sua stessa natura —non necessitava di un intermediario)». Esso sarebbe stato realizzato «su esplicito volere dei vertici di Dresdner».

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Obbligazioni MPS
Chi detiene bond di Monte dei Paschi di Siena si trova invece in una situazione un pochino più complessa. Essendo un vero prestito fatto a MPS, rappresenta un rischio in quanto SE la banca va in crisi di liquidità seria potrebbero essere decise anche delle manovre sulle obbligazioni stesse. Non necessariamente un fallimento con azzeramento del valore dei bonds, ma anche una semplice ristrutturazione del debito. Ovviamente poi, occorre distinguere tra obbligazioni senior e subordinate.
Obbligazioni senior: hanno la priorità di rimborso in caso di fallimento. Obbligazioni subordinate: avendo appunto la “clausola di subordinazione”, hanno una priorità di secondo grado. Quindi PRIMA pagano gli altri e poi…i possessori di bond subordinati.
Chi le possiede, deve fare un salto in banca e vedere a quale prezzo si possono vendere. Inoltre le clausole di subordinazione possono essere di diverso tipo. Meglio stare all’occhio. Qui il rischio potrebbe diventare molto simile a quello dei possessori delle azioni MPS:


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